Parrocchia di S. Silvestro, Casale

Titolare: San Silvestro, 31 dicembre

Sagra: Sant'Eurosia, 25 giugno

La chiesa di Casale viene citata per la prima volta in una bolla del 17 marzo 1144 in cui papa Lucio II confermava all'abbazia di San Giovanni Evangelista il possesso dell'Ecclesiam Sancti Silvestri de Insula. Nel 1230 l'edificio risultava essere nel territorio della pieve di Colorno, pur continuando a dipendere dal monastero parmigiano. Questa dipendenza viene confermata in documenti del 1354. Altri testi del 1494 confermano che il sacerdote continuava a essere nominato dal monastero di San Giovanni Evangelista. Risulta invece essere divenuta una parrocchia prima del 1564.

Durante i secoli si sono succedute tre diverse costruzioni, di cui non sono note le date. In epoca carolingia esisteva un piccolo edificio religioso le cui fondamenta si trovano all'interno del perimetro della chiesa attuale. In seguito venne realizzata una chiesa medievale a navata unica dotata di tre absidi (peraltro, durante i lavori di consolidamento, successivi al terremoto del 2012, le indagini effettuate non hanno rilevato tracce di eventuali colonne che dividessero l'ambiente in più navate). Si trattava di una chiesa affrescata, di cui sono giunti a noi solo alcuni brani dei dipinti che la ornavano. Di essi sono visibili una figura sulla parete a sud della chiesa, un tempo identificata con San Sebastiano, e i resti di un'ultima cena sulla parete a sinistra dell’altare, scoperti in occasione dei recenti restauri. Gli affreschi sono databili tra fine del XIV e inizio del XV secolo, di autore ignoto. Questi dipinti fanno ritenere che la chiesa all’epoca avesse una certa importanza, forse sul percorso di vie di pellegrini che qui transitavano nei pressi del Po. La presenza di questi affreschi è documentata dalla relazione effettuata da Giovanni Battista Castelli giunto in visita apostolica nel 1597. L’ecclesiastico citava questi affreschi come rovinati e consunti dal tempo. La chiesa era buia e sprovvista di finestre. Il pavimento del tempio era ancora in terra battuta, in alcuni punti sfondato e nel tetto vi erano perdite che lasciano filtrare l’acqua piovana. Castelli raccomandava interventi urgenti e modifiche alla chiesa per renderla maggiormente fruibile e consona ai nuovi dettami della Controriforma.

Attorno alla metà del XVIII secolo avvenne una pesante trasformazione che portò alla realizzazione del terzo edificio, quello attuale, sulle fondamenta della preesistente. Le tre absidi vennero abbattute, come anche la facciata che viene riedificata, e fu demolita anche la volta della chiesa. Alle pareti laterali furono apposte pareti divisorie precedute da colonne sovrastate da arcate ricavandone tre cappelle per lato. Al di sopra delle arcate la chiesa fu sovralzata e in queste pareti furono aperte le finestre. Gli affreschi medievali vennero ricoperti come raccomandato da Castelli. Questi importanti modifiche stravolsero gli equilibri statici dell'edificio, originando problematiche che emersero in occasione del terremoto del 2012. 

Nel corso del XIX secolo furono compiuti ampliamenti della canonica e alcune modifiche alla chiesa. Negli anni attorno al 1965 la chiesa ha avuto importanti restauri ed abbellimenti.

La chiesa è stata fortemente danneggiata dal sisma del 2012 e dichiarata inagibile. Negli anni 2020-2021 la chiesa è stata restaurata con contributo 8/1000 della CEI, su progetto degli architetti Barbara Zilocchi e Giovanni Signani. La prima fase di intervento ha interessato il consolidamento murario, il miglioramento sismico e il rifacimento del tetto. Il secondo stralcio ha riguardato il restauro degli interni e del campanile.

La chiesa si sviluppa su pianta rettangolare a navata unica, con l'ingresso rivolto a ovest e presbiterio absidato a est.

Esterno

Presenta una simmetrica facciata a salienti realizzata in muratura intonacata, senza particolari arricchimenti architettonici che culmina in un frontone triangolare. Presenta un portone d’accesso sormontato da una finestra, entrambi privi di decorazioni. Tra portone e finestra, racchiuso da una cornice, si trova un affresco raffigurante Papa Silvestro I. Lateralmente nella sezione superiore sono presenti lesene equidistanti dalle tre finestre e sugli spigoli.

Sulla sinistra della chiesa, in posizione arretrata rispetto alla facciata, aggetta il campanile. La torre è delimitata sugli spigoli da lesene e si sviluppa su tre livelli suddivisi da fasce marcapiano. La cella campanaria si affaccia sui quattro lati per mezzo di bifore ed è sovrastata da una lanterna in laterizio a pianta ottagonale. La colorazione esterna attuale ricalca quella del periodo farnesiano. La canonica è ubicata posteriormente alla chiesa.

Interno

L'interno presenta una navata unica con presbiterio rialzato da un gradino e abside allungata a parete piatta. L'aula di forma rettangolare è delimitata da due file di pilastri che terminano in capitelli dorici. I pilastri sorreggono archi semicircolari da cui si aprono su ogni lato tre cappelle laterali. Nelle cappelle a destra è possibile vedere elementi appartenenti alla chiesa preesistente. Nella prima è presente una monofora chiusa da una lastra di alabastro, nella seconda è visibile il portale di accesso laterale risalente al Quattrocento e una porzione di affresco del medesimo periodo raffigurante San Sebastiano e un altro santo con mantello e libro. Altre porzioni di muro della prima chiesa sono presenti nella canonica. La navata è chiusa da una volta lunettata.