Profili di preti è una sezione dedicata alla memoria grata di presbiteri defunti, sezione costruita sui testi scritti da don Domenico Magri in alcuni libri e fino al settembre 2018, poi, come in questa pagina, da don Stefano Rosati.
Venerdì della XXXI settimana del T.O.
«Quale gioia, quando mi dissero: Andremo alla casa del Signore!
Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme!» (Sal 121,1-2)
Nella tarda mattinata di oggi, il Signore ha chiamato a concelebrare la liturgia del cielo
MONS. PIETRO DELSANTE
(3 agosto 1932 - 8 novembre 2024)
canonico della Basilica Cattedrale
Nato a Vaestano (Palanzano) il 3 agosto 1932 da Giuseppe e Pedrini Ermelinda, percorre tutto l’iter del Seminario Minore e Maggiore, al termine del quale, quando la sua famiglia si è trasferita ad Alberi di Vigatto, viene ordinato presbitero in Cattedrale l’11 ottobre 1959 insieme ad altri 7 confratelli, di cui 2 gli sopravvivono.
Due giorni dopo l’ordinazione la prima nomina lo vede vicario cooperatore di mons. Pietro Boraschi nella parrocchia cittadina del Corpus Domini (1959-1967). È stato proprio lui, don Piero, leggendogli un brano del profeta Ezechiele (precisamente Ez 37,1-14), ad offrire al pittore Walter Madoi la trama biblica del grande affresco dell’abside, realizzato nell’estate 1966. L’ordito è quello di un potente intreccio tra storia della salvezza, storia universale (ci sono i grandi dell’epoca: i papi del Concilio Vaticano II ed i responsabili delle nazioni: Kennedy, Mao, De Gaulle, Saragat, ecc. ma vi sono raffigurate anche le “tragedie” del mondo: olocausto, razzismo, fame del mondo…) e storia locale (la gente del quartiere, insieme al parroco “committente” coi lineamenti dell’apostolo Pietro e naturalmente lo stesso pittore). Una domanda resta aperta: possibile non ci sia proprio don Piero, l’ispiratore?
Alla prima esperienza parrocchiale segue, come campo di impegno pastorale ricco ed arricchente, il Centro diocesano di Azione Cattolica. Nel 1967 diventa assistente diocesano, per il primo triennio della Gioventù Femminile e per il secondo triennio degli Adulti, fino al 1973.
Nel frattempo aveva cominciato anche il suo servizio in Curia, diventando direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano (1972-1976).
Nel 1973 aveva soprattutto ereditato da don Celestino Pellizziari non solo la nuova chiesa, ma una parrocchia come quella cittadina di S. Lazzaro, allora in grande espansione, che aveva bisogno di un parroco che promuovesse la comunione, la formazione e la aggregazione. Un parroco come è stato don Piero per ben 36 anni (1973-2009). Fede, liturgia e relazioni, che laici, consacrate (Suore Battistine e soprattutto Missionarie Saveriane) e seminaristi (noi tutti seminaristi degli anni '80 lo abbiamo avuto come saggio “tutor” pastorale) hanno sempre ammirato in lui.
L’ultimo suo grande dispiacere, a causa della caduta domestica le cui conseguenze lo hanno portato alla morte, è stato proprio quello di non aver potuto partecipare ai festeggiamenti del 60° della chiesa, celebrati proprio domenica scorsa alla presenza del Vescovo Enrico e del suo attuale successore.
Durante il suo parrocato (ed anche in seguito) e proprio per questo suo “carisma formativo”, si sono aggiunti altri ministeri importanti quali quello di incaricato per la formazione spirituale dei candidati al diaconato ed ai mMinisteri istituiti (1993-2010) e iIncaricato per la Formazione spirituale dei candidati al ministero della Comunione (1993-2017), essendo anche assistente spirituale dell’Ufficio per la pastorale della sanità (2004-10).
Ritiratosi dalla parrocchia nel 2009, in virtù della sua esperienza di “accompagnatore vocazionale” (soprattutto femminile) e di apprezzato “direttore spirituale” delle vocazioni di speciale consacrazione, gli è stato quasi naturale mettersi a disposizione come delegato diocesano per la Vita consacrata.
Soprattutto, dal 2009 ad oggi, è stato canonico della Basilica Cattedrale, offrendo con il sereno equilibrio che lo ha sempre contraddistinto il suo servizio di “prefetto di sagrestia” e, anche quando la deambulazione gli era divenuta difficoltosa, non mancando di essere presente alle celebrazioni capitolari ed a quelle parrocchiali, essendo collaboratore pastorale delle parrocchie della Cattedrale, di S. Pietro e dei Santi Bartolomeo ed Alessandro, dove ha vissuto insieme alla sorella Bice fino alla di lei morte e fino alla propria, sempre grazie all’amorosa assistenza di una brava famiglia filippina. Olga era al fianco del suo letto anche stamattina, sempre assistito da Donatella e dalle altre nipoti, che non hanno mai mancato di essergli vicino fino all’ultimo.
Non dimenticheremo la tua testimonianza sacerdotale, don Piero, certi che ora stai già facendo quello che mi dicevi ieri mattina, con gli occhi chiusi, ma con il cuore aperto ed una flebile voce. Mi hai promesso: “pregherò per voi”, intendendo i tuoi confratelli riuniti nella seduta inaugurale del XV Consiglio presbiterale, ma aggiungendo, dopo una breve pausa, con voce forte e chiara, per ben due volte: “sempre, sempre!”
Parma, 8 novembre 2024
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